Leadership aumentata: quando l’AI incontra la visione umana


Il percorso di Alberto Pupulin tra tecnologia, strategia e futuro delle organizzazioni.

In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale viene spesso descritta come una forza destinata a sostituire il contributo umano, il percorso di Alberto Pupulin, classe 2003, suggerisce una prospettiva differente: non contrapposizione, ma integrazione. La sua traiettoria formativa e professionale si sviluppa lungo una direttrice precisa, quella di una leadership capace di evolversi grazie alla tecnologia senza rinunciare alla propria dimensione umana.

Le basi di questo percorso affondano negli anni del Liceo Linguistico I.S.S. Newton Pertini di Camposampiero, dove lo studio di inglese, tedesco e spagnolo contribuisce a costruire una mentalità aperta e internazionale. Un’impostazione che trova continuità negli studi universitari presso H-FARM College, dove consegue il Bachelor of Science in International Business Studies. Qui si distingue non solo per i risultati accademici, entrando tra i top 3 studenti della classe 2025, ma anche per l’ottenimento di una scholarship pari al 50% della retta, segnale di merito e costanza.

È proprio all’interno dell’ecosistema H-FARM che prende forma il primo contatto con la leadership operativa. Come progetto parallelo al Career Day 2024 sviluppa un AI agent pensato per supportare aziende strutturate nei processi di compliance normativa, con particolare riferimento ad AI Act e GDPR. L’obiettivo era ridurre la complessità operativa e ottimizzare i tempi legati alle attività regolatorie attraverso l’automazione intelligente. Da questa esperienza entra in contatto con i vertici di Protiviti Italia, società di consulenza globale specializzata in risk, compliance e digital transformation. Nasce così l’opportunità di ingresso, inizialmente tramite tirocinio, per poi proseguire come Technology Strategy & Architecture Consultant lavorando su soluzioni legate all’intelligenza artificiale e alla trasformazione digitale a soli 22 anni.

Parallelamente all’esperienza professionale, l’interesse di ricerca si concentra sul rapporto tra tecnologia e processi decisionali. La sua tesi ruota attorno al concetto di AI-augmented Leadership: comprendere in che modo l’intelligenza artificiale possa affiancare il leader senza sostituirlo. L’analisi si sviluppa lungo tre dimensioni principali: delega, intelligenza emotiva e gestione dell’operatività quotidiana. Se l’AI dimostra un vantaggio competitivo nell’analisi dei dati e nell’esecuzione, resta centrale la componente umana nella costruzione della fiducia, nel giudizio contestuale e nella responsabilità delle decisioni. Proprio questo lavoro di ricerca ha ottenuto un riconoscimento internazionale, portando Pupulin a essere inserito tra i Top 100 Graduate segnalati da Forbes per la qualità della sua tesi.

Nel racconto del proprio percorso emerge con forza anche il ruolo dell’ambiente formativo. H-FARM viene descritto come uno spazio che incoraggia la sperimentazione concreta: le idee non restano teoria, ma vengono testate, validate e talvolta ridimensionate. In questo processo anche l’errore assume valore formativo, diventando parte integrante della crescita personale e professionale.

Tra le esperienze più formative viene citato il lavoro come assistente all’interno di un fondo di venture capital. Un contesto che consente di entrare in contatto diretto con il concetto operativo di execution: trasformare obiettivi in risultati tangibili entro scadenze definite. Un passaggio che rafforza disciplina, pragmatismo e orientamento all’impatto.

Nel suo percorso non mancano figure di riferimento. Un ruolo significativo è svolto dal mentor James Lockhart, ex executive nel settore dell’investment banking e oggi docente di Global Leadership negli MBA della Fudan University di Shanghai. Un rapporto nato attraverso il network Nova Talent e progressivamente evoluto in una collaborazione più strutturata, capace di influenzarne la visione internazionale.

Guardando al futuro, la traiettoria appare sempre più orientata verso un’integrazione tra tecnologia, cooperazione globale ed education. In questa prospettiva si inserisce anche il desiderio di proseguire il proprio percorso accademico con un’esperienza internazionale in Cina, che gli permetterebbe di approfondire da vicino le dinamiche geopolitiche, economiche e strategiche che stanno ridefinendo gli equilibri internazionali, soprattutto sul piano tecnologico.

Se la leadership del futuro sarà davvero trasformata dall’intelligenza artificiale, la visione che emerge dal percorso di Alberto Pupulin resta ancorata a un principio di equilibrio: la tecnologia come leva di potenziamento, non di sostituzione. Un’evoluzione che richiede competenze analitiche sempre più avanzate, ma anche, e soprattutto, responsabilità, visione e consapevolezza umana.

“L’intelligenza artificiale non rende la leadership meno umana. La costringe, semmai, a diventarlo di più”.

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